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Milton Gendel: Una vita surreale. Fotografie e opere tra New York, Shangai e Roma
Milton Gendel
a cura di
Peter Benson Miller, Barbara Drudi e Alberta Campitelli
 
23 Settembre - 23 Ottobre
Museo Carlo Bilotti
Aranciera Villa Borghese - Viale Fiorello La Guardia
 

E’ questa la prima mostra retrospettiva completa dedicata al lavoro del fotografo e critico d’arte americano Milton Gendel, nato a NewYork nel 1918 ma ‘romano’ d’adozione fin dal 1949.

La mostra percorre la carriera di Gendel a partire dall’esordio artistico avvenuto tra le fila dei surrealisti francesi a New York neglianni ’40, e attraversa i lunghi anni del suo lavoro di fotografo e critico d’arte a Roma – corrispondente per ART News e Art in America -.Fotografie, dipinti e documenti mettono a fuoco il ruolo di Gendel come tramite tra l’arte italiana e quella americana, e restituiscono una figura di intellettuale e di artista a tutto tondo: un sofisticato ‘occhio’ fotografico ed una arguta ‘penna’di critico d’arte.

In mostra 85 fotografie autoriali di Milton Gendel accompagnate da un’ampia scelta di disegni, stampe e dipinti dei suoi amici artisti:
Burri, Toti Scialoja, Tancredi, Afro, Ettore Colla, Mimmo Rotella, Jean Hélion, Robert Motherwell, Alexander Calder, Willem De Kooning, John Rudge e Stanley William Hayter. Insieme a materiali vari tutti provenienti dall’archivio Gendel: documenti, disegni e oggetti.

Tra le fotografie, due sezioni fondamentali, e quasi completamente inedite, del lavoro creativo di Gendel: la prima dedicata alle immagini ‘scattate’ in Cina – a Shanghai e Formosa - tra il 1945 e il 1946 durante il servizio prestato nell’esercito americano. Immagini vive e toccanti, e al tempo stesso rarissimi documenti della Cina postbellica: dalle scena di vita quotidiana ai grandi rimpatri di massa di soldati e civili giapponesi dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale.

La seconda dedicata alle immagini scattate in Sicilia nel 1950, con la fotografa e documentarista Marjorie Collins, testimonianze visive di un’Italia che sarebbe di lì a poco scomparsa.