Esposizioni

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A place to stay
Alessandro Imbriaco
a cura di
Renata Ferri
 
23 Settembre - 23 Ottobre
MACRO Testaccio
Piazza O.Giustiniani, 4
dalle ore 16.00 alle 24.00 (chiusura biglietteria 23.30) chiuso il lunedì
 

A place to stay è parte del progetto sulla precarietà abitativa Spazi Temporaneamente Autonomi che l’autore segue da tre anni. Il vecchio concetto di topografia della città non è più in grado di descrivere e interpretare la sua costante trasformazione. Questa ricerca fotografica esplora la frattura concettuale tra la città eterna e i suoi nuovi insediamenti. Temporanei e mobili, per nulla estranei, affiancano le mura secolari o improvvisano una nuova periferia. Lo spazio si dilata, ogni cosa respira. La distanza scelta dall’autore rende ogni soggetto importante, centrale, mai superficialmente estetico. Precisa, minuziosa, rigorosa, questa fotografia riflette sulle incongruenze del paesaggio urbano e ci obbliga a cambiare la nostra percezione di esso
.
Il percorso di Alessandro Imbriaco è coerente nella sua necessità narrativa: una mappatura discontinua dei modelli abitativi alternativi presenti nel territorio della città, un ripensamento del concetto di abusivismo, non solo occupazione illecita di un luogo ma trasformazione del luogo stesso, delle sue funzioni e del suo assetto estetico.

La forza di questa indagine sono i soggetti della ricerca dell’autore: ogni struttura racchiude una storia umana. Sono vite ai confini o nel cuore della città, estranei all’organizzazione sociale, marginali per forza o per scelta: nomadi metropolitani, anime in transito, stranieri ovunque, qui e altrove, abitanti di un tempo indefinibile.

Alessandro Imbriaco è un narratore di storie: sceglie i protagonisti della sua ricerca seguendo un misterioso e personale filo conduttore. Incontra uomini e donne e ne osserva le vite attraverso i luoghi che abitano, lo spazio diventa così il contenitore della condizione umana, suggestivo e surreale. Ogni immagine di questo percorso, attraversa la realtà e il tempo presente, supera l’invisibile confine di queste dimensioni e ci lascia la visione libera e aperta.