Esposizioni

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Under the Volcano and Other Stories
Stefano Graziani
a cura di
Francesco Zanot
 
23 Settembre - 23 Ottobre
MACRO Testaccio
Piazza O.Giustiniani, 4
dalle ore 16.00 alle 24.00 (chiusura biglietteria 23.30) chiuso il lunedý
 

Il lavoro di Stefano Graziani esprime una risposta ad una delle domande ricorrenti nell'ambito delle teorie dell'immagine: perchÚ fotografiamo? Pi¨ precisamente, le risposte che suggerisce sono due,
strettamente intrecciate tra loro. Per mettere ordine Ŕ la prima. A differenza di quanto accade nell'osservazione quotidiana della realtÓ, nelle sue inquadrature si pu˛ vedere un solo soggetto per volta. ╚ una forma di tassonomia. Come i tarocchi, le sue immagini individuano una serie di unitÓ discrete attraverso cui si articola un processo di conoscenza del mondo, ovvero una sua interpretazione. In secondo luogo, fotografiamo per poterci guardare. 

Nell'analisi storica dei dispositivi messi a punto dall'uomo nel corso della sua evoluzione per migliorare o sostituire un proprio organo, una funzione della mente o un altro strumento di sua invenzione, la macchina fotografica Ŕ stata descritta alternativamente come un aggiornamento dell'occhio (per la scienza), del pennello (per l'arte) o della memoria (per la filosofia). Oltre a tutto ci˛, si pu˛ considerare la fotografia un'ottimizzazione dello specchio. Portandola di fronte agli occhi per poterla guardare, ogni immagine fotografica ci consente di riconoscerci in quello che non siamo, che si tratti, come ci mostra Graziani, di una conchiglia, un pappagallo o una scimmia.