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Disordini
Tano D'Amico
a cura di
Matteo Di Castro
 
19 Ottobre - 20 Novembre
S.T.
Via degli ombrellari, 25 
 

Nel linguaggio giornalistico, il termine disordini viene utilizzato per riassumere l’esito più o meno violento di un corteo o di una dimostrazione di protesta. Le immagini possono offrire, naturalmente, diversi livelli di documentazione ed interpretazione della dinamica e delle responsabilità di tali accadimenti. 

Tano D’Amico è stato ed è il testimone non occasionale e non neutrale di molte di queste situazioni,  di cui ha saputo cogliere la drammaticità puntando soprattutto sulle emozioni individuali, sull’intensità della partecipazione degli individui alle vicende della vita pubblica.

Da questa prospettiva, si può dire che il disordine è per Tano D’Amico solo la forma più traumatica, esplosiva, di una condizione costitutiva del suo approccio alla realtà: non quella del reporter che si trova casualmente a registrare gli eventi della cronaca; ma quella dell’artista che perlustra l’intera trama della vita sociale per metterne a fuoco i margini più sfrangiati: quelli capaci di produrre una sospensione, uno scarto e un rivolgimento del nostro sguardo e della nostra coscienza.
La mostra attraversa quarant’anni di storia italiana, combinando dunque immagini di incidenti veri e proprii, con quelle che meglio testimoniano la vocazione del fotografo a ritrarre le vibrazioni e gli urti del reale.